X
Back to the top
X

Hai scovato un vecchio blog!

I contenuti di questo sito non sono più attuali

Don't show this message again

Maker Story

Il waffle in MDF di StudioVaGo

Se non hai 2 o 3 ere geologiche di tempo, c’è il laserone che consegna in 48 ore. Invece, per fare le cose in grande, la natura vince sempre: per dimostrarlo StudioVaGo ha realizzato Live Forces, un progetto di ricerca realizzato in MDF su come una forza (ad es. il vento) possa modificare una superficie.

Live Forces
Live Forces
Live Forces
Live Forces
Live Forces
Live Forces

Utilizzando Kangaroo per Grasshopper, il piano di partenza è stato modificato. In seguito, grazie a una scomposizione della superficie con il sistema “waffle”, sono state generale le sezioni in taglio laser, con gli incastri necessari per ottenere una superficie assemblata solo tramite incastri e senza l’utilizzo di collanti.

[hr]
[fbshare type=”button_count”]
[divider]
[twitter style=”horizontal”][pinterest]
[divider]
[fblike]

I gioielli in plexiglass di Anita Montiel per il premio Fashion Designer of the Year!

Vi ricordate le collane neon di Anita Montiel disegnate in Rhinoceros e realizzate in plexiglass giallo evidenziatore fluo e arancione fluo?

Plexiglass Jewelry by Anita Montiel
“Neon Geometric Jewelry” di Anita Montiel

 

Plexiglass Jewelry di Anita Montiel
“Neon Geometric Jewelry” di Anita Montiel

 

Oggi Anita ci ha raccontato che la sua collezione Neon Geometric Jewelry è stata nominata per il premio Fashion Designer of the Year Award di TalentHouse.com.

Bella per Anita! Noi ti votiamo in massa!

Humor Lamp: Design Smash project by Marco Magni

Finalmente le foto di uno dei progetti più divertenti visti durante il Design Smash: la Humor Lamp di Marco Magni.

Humor lasercut lamp

La lampada è realizzata interamente in polipropilene bianco tagliato al laser, ma potete realizzarne copie in altri materiali!

Humor lasercut lamp

Trovate qui i file da scaricare, pronti per la Personal Factory!

Sketching Bag: Design Smash project by Federica Sofia e Paolo Gasparini

Ecco uno dei progetti finalisti di Design Smash (e anche uno dei nostri preferiti!): Sketching Bag di Federica Sofia e Paolo Gasparini.

Sketching Bag

Sketching Bag è una borsa dedicata a studenti, creativi e artisti che abbiano la necessità di disegnare anche al di fuori dell’ambiente lavorativo e di studio. E’ realizzata interamente con un unico taglio laser su feltro.

Sketching bag project

“Per la progettazione e la realizzazione ci siamo posti come obiettivo innanzitutto la facilità di produzione, poi la leggerezza e l’utilità”, spiegano Federica e Paolo.

L’unico elemento meccanico della borsa è un bottone posto sulle due ali laterali per tenere fermi i materiali da inserire nella borsa. La chiusura totale avviene grazie alla fascia che entra nei fori e che ha anche la funzione di maniglia per il trasporto. La fascia sfrutta il peso della borsa per farla rimanere chiusa.

Sulle due porzioni più grandi vengono applicate alla stoffa due tavolette di materiale più rigido (nel caso del prototipo, del compensato) per permettere comodità di appoggio per disegnare.

I file del progetto sono disponibili gratuitamente qui. Pronti per la Personal Factory!

[divider]

Altri articoli:

[related_posts limit=”5″]

Maker Story: Comme l’oiseau bags by Ilariamai

Vectorealism presenta la collezione “Comme l’oiseau”, di Ilariamai. Ilaria è stato uno dei primi maker a scoprire e utilizzare il nostro servizio, e anche uno dei più fortunati. A pochi mesi dal lancio, la collezione di borse personalizzate “Comme l’oiseau” ha clienti in tutto il mondo e un significativo ritorno sulla stampa specializzata.

Ilaria, raccontaci come nasce l’idea di questa collezione di borse

La collezione comme l’oiseau nasce nel 2009. Il nome è ispirato da un verso di Paul Valery: “Il faut etre léger comme l’oiseau, et non comme la plume”, verso che mi ha dato un’ importante suggestione per il concept.

L’ idea è quella di dare vita ad una borsa che possa essere anche molte borse, grazie ad un manico in pelle che può ospitare, tramite un sistema di bottoni automatici, tante sacche, diverse in materiali e colori, alcune double faces. In questo modo si ha la possibilità di comporre la propria borsa e creare accostamenti materici e di colore sempre diversi, semplicemente cambiando una di queste parti.

La personalizzazione è uno degli elementi essenziali di questa collezione. Come riesci a gestire la produzione di centinaia di pezzi unici?

Chiunque può scegliere colori e materiali della sua borsa, oppure farsi consigliare direttamente da me o da chi ha già acquistato una borsa. Credo che questa collezione sia ormai un vero e proprio fenomeno di buzz: ricevo direttamente le richieste, scelgo e suggerisco i materiali, a volte me li procuro io direttamente (un po’ come fate voi per il servizio richiedi un materiale!); in definitiva, cerco di  continuare a proporre storie sempre nuove che raccontino di personalità ogni volta diverse e in costante evoluzione.

In questo processo è importante avere partner come Vectorealism, che mi aiutano a personalizzare le borse sia nei tagli sia nelle incisioni sulla pelle dei dettagli che rendono ciascuna “Comme l’oiseau” un pezzo davvero unico.

Ogni tua borsa è davvero unica: dalle particolarità del cuoio utilizzato, alla scelta dei tessuti, fino alle dediche che ogni cliente può scegliere. Come ti aiuta il laser nelle tue creazioni?

Prima di tutto nella produzione vera e propria: ciascun manico in pelle è tagliato al laser, con cui riesco ad ottenere una precisione impensabile nel taglio manuale, ma senza per questo perdere il piacere la qualità della produzione artigianale, un pezzo per volta.

Inoltre, quando creo una borsa con i materiali scelti da un cliente, la borsa riporta sia la mia firma che quella della persona che l’ha creata insieme a me. Senza il laser, incidere ogni volta un nome diverso sarebbe stato un processo lungo e dispendioso.

Addirittura oggi c’è chi mi chiede di avere borse personalizzate con dediche particolari o pensieri d’amore…

Quali sono state fino ad ora le reazioni che hai ricevuto con questo progetto?

Sono molto soddisfatta di come questo progetto stia crescendo nel tempo e dell’entusiasmo che ha condotto spontaneamente molti blog di moda a raccontare di questa idea di borsa. Ancora di più mi rende felice la reazione sempre molto coinvolta dei privati, come anche degli stores, alla creazione delle loro borse e delle loro capsules. Credo che questa idea di collaborazione creativa con i clienti e non solo sia un po’ la cifra che vorrò imprimere al mio lavoro futuro.

Raccontaci di come hai scoperto e usi la Factory Vectorealism

Ho conosciuto Eleonora e Marco grazie ad un amico comune, prima ancora che aprissero il servizio online; lavoro principalmente a Milano, e quindi mi capita spesso di andarli a trovarli direttamente in laboratorio; un po’ perché mi piace seguire di persona il lavoro, un po’ perché è anche un’occasione per portare loro nuovi materiali per le mie borse.

Oggi l’ecologia e l’ecosostenibilità sono al centro dell’attenzione, i consumatori sono sempre più attenti a fare acquisti consapevoli e richiedono certificazioni di qualità. La pelle può essere un materiale controverso: come hai selezionato i materiali per le tue borse?
Ho cercato una soluzione quanto più etica possibile. La pelle conciata al vegetale è un materiale di altissima qualità prodotto in Toscana, a differenza di altri pellami importati, mi permette di avere una reperibilità quasi a km 0.
Come traspare dal nome, non vengono utilizzati agenti chimici di sintesi ma solo sostanze di origine vegetale, e ho la garanzia dei produttori che ogni scarto di lavorazione viene riutilizzato per altri scopi prima di essere riciclato o smaltito. Inoltre, le pelli provengono tutte dall’industria alimentare, quindi nessun animale viene abbattuto appositamente per ricavarne il cuoio.

website: Ilariamai

facebook: ilaria mai

Case in plexiglass per pre amplificatore Maverick

Makers audiofili, pronti per sgranare gli occhi? Sentite questa: Massimo Di Filippo non riusciva a trovare un case adatto al suo preamplificatore a valvole Maverick D1, e così ha deciso di farsene uno da solo utilizzando il nostro plexiglass nero tagliato al laser su misura. Guardate il risultato:

Case per preamplificatore in plexiglass tagliato al laser

Continue reading “Case in plexiglass per pre amplificatore Maverick” »

Aggiungi un plus a tavola

La vita è più che lavare i piatti… e spesso le stoviglie di plastica tornano utili non solo nei pic-nic, ma anche in casa. Ecco due soluzioni laser cut in alluminio e in plexiglas per rendere meno tristi i soliti bicchierini di plastica!

Paola Russo, Ebru Boyaci, Yulia Besplemennova e Marija Petkovic hanno presentato al Cut It Out 2011 il progetto Plus.

Il progetto Plus nasce da una riflessione circa la fruizione del pasto sulla tavola quotidiana:

manca lo spazio per conservare grandi e delicati bicchieri in vetro e vasi in ceramica, non si ha nè la voglia nè il tempo di lavare le stoviglie e non si ha spesso il denaro per acquistare accessori da tavola “sufficientemente belli ed eleganti”.
Si tende per questo sempre più spesso ad utilizzare comuni stoviglie in plastica, finendo così a consumare il pasto in fretta e senza alcun tipo di gratificazione.
Per questo abbiamo pensato a “plus”, un set di quattro oggetti pensati per aggiungere divertimento ed eleganza alla tavola quotidiana.
Il set prevede un bicchiere da vino, uno da liquore, un candeliere e un vaso da fiori. Per ottenere ciascun oggetto basta incastrare tra loro due sagome di alluminio anodizzato e combinarle rispettivamente con un bicchiere di plastica di formato standard, lo stesso di formato inferiore, una candela tea light e una bottiglietta in plastica da 1/2 litro.
Alla fine del pasto non resterà nulla da mettere in lavastoviglie e plus potrà essere smontato e riposto nel suo packaging in cartone, pronto per allietare nuovi amanti dell’ironia.

Preferite il plexiglas della Personal Factory all’alluminio?
Ecco il progetto Less Waste! di FFspaces : coloratissimi portabicchieri di plastica realizzati in plexiglas. Una versione più informale a forma di bicchiere per l’acqua e una più elegante per trasformare il classico bicchierino in un calice. Un vero tocco di classe per un pic-nic!

Invito a Tribu faber – una piccola rivoluzione creativa

Incombe l’ansia da regalo e avete bucato la nostra scadenza di ieri per farvi da soli i vostri progetti di taglio laser. Il rimedio è venire a Milano nei weekend dal 7 al 23 dicembre, in via Pitteri, a comprare i regali di design e festeggiare la nascita di una piccola rivoluzione creativa.

Tribu è la nuova community di creativi e artigiani che sperimentano nuovi modi di creare e distribuire i loro prodotti. Teneteli d’occhio: i tribalisti fanno sul serio con la digital fabrication, la produzione distribuita e tutti i temi che ci sono cari.

Evento Tribu a Milano, Natale 2012

 

[hr]
[fbshare type=”button_count”][twitter style=”horizontal”][pinterest]
[divider_flat]
[fblike]

 

Fine: a Design Smash project by Filippo Tiozzo e Andrea Perletti

Vi è mai capitato di dover scrivere, schizzare o prendere appunti davanti al vostro portatile, e di non avere spazio sufficiente per farlo?

Forse ispirati dall’atmosfera di Design Smash, Filippo e Andrea hanno realizzato un’idea tanto semplice quanto utile: “FINE”.

FINE

FINE è un set composto da un supporto per la scrittura e da un mouse pad realizzati in acrilico giallo trasparente.   Continue reading “Fine: a Design Smash project by Filippo Tiozzo e Andrea Perletti” »

Ceci n’est pas une chaise – il progetto di Angela Pozzetti a Open Design Italia

Un po’ di Vectorealism anche nell’edizione 2012 di Open Design Italia, in programma a Venezia. Nella sezione speciale fuori concorso dedicata ai 10 migliori designer emiliani provenienti dalle zone colpite dal recente sisma c’è anche “Ceci n’est pas une chaise”, il progetto di Angela Pozzetti.

Continue reading “Ceci n’est pas une chaise – il progetto di Angela Pozzetti a Open Design Italia” »

FOS: lasercut bag by Stefania Palazzolo

FOS – Fiber Ottic Solutions è una borsa realizzata da Stefania Palazzolo per il suo progetto di tesi.

La borsa è formata da due strati, uno in pelle tagliata al laser sovrapposto ad un tessuto in fibra ottica.

La parte esterna della borsa è realizzata tagliando al laser della pelle sottile, un materiale al momento non in catalogo che Stefania ci ha fornito utilizzando il nostro servizio Richiedi un materiale.

Lasercut FOS bag

lasercut bag FOS

TAG – il portafoglio minimale su Indiegogo

We support TAG! Per chi come noi odia i soldi, per chi ne ha troppi e non sa dove tenerli, per chi ne ha pochi e vuole portarsi dietro un portafogli  dal design essenziale.

Tag esiste in 3 versioni, una in acrilico specchio (molto utile anche come specchio), una in compensato di betulla davvero trendy, e una versione più classica ed elegante in pelle conciata al vegetale tagliata al laser. Il tutto è tenuto insieme  da una camera d’aria riciclata!

L’aspetto utile, rispetto ad altri porta carte di credito o portafogli rigidi, è il geniale vano porta monete sul fronte.

Andate e sostenete il progetto su indiegogo!

Tagliare con il laser? Roba da bambini

Piccoli maker crescono: la scorsa settimana abbiamo ospitato nel nostro laboratorio al Ma.Ge un’intera scolaresca, capitanata da un insegnante coraggioso e motivato ad insegnare davvero ai suoi studenti come funzionano le cose.

Abbiamo spiegato ai nostri allievi che tutto ciò che viene prodotto (a livello industriale) richiede una serie di “prove” che vengono chiamati “prototipi”. I prototipi sono una sorta di “brutta”, come quando si fa un tema, e servono per capire se un dato oggetto, un prodotto, può funzionare o meno”, spiega Emanuele nel suo blog.

Con il suo aiuto i ragazzi hanno trasformato un loro schizzo in un oggetto reale. Come questo portachiavi alieno di plexiglas.

portachiavi in plexiglas tagliato al laser

Continue reading “Tagliare con il laser? Roba da bambini” »

Seduta Listelli e MiDonDoLo di Alessandra Scarfò

Nell’ultimo Salone Satellite c’era anche un pizzico di Vectorealism nascosto nello stand di Alessandra Scarfò, designer capace di spaziare dal prodotto agli allestimenti alle installazioni interattive.  Alessandra è davvero a suo agio con il taglio laser e con tutti i nostri materiali, come dimostrano i due progetti di cui parliamo in questo post e anche la sua collezione precedente “Merci di Culto“.

sedia listelli e dondolo in legno tagliato al laser

Continue reading “Seduta Listelli e MiDonDoLo di Alessandra Scarfò” »

Maker Story: orologio in lettere

Makers che fanno cose! Questo clone del QlockTwo by Biegert & Funk, l’orologio che scrive l’ora in lettere, è stato realizzato dal nostro fan Pino Colucci usando un Arduino, plexiglas e cartone vegetale tagliati al laser.

lasercut QlockTwo fatto con Vectorealism e Arduino

Trovate su Facebook la gallery completa del progetto di Pino Colucci, che contiene anche la storia del suo progetto con Vectorealism (e una menzione d’onore per la nostra Caterina!). In questo video si capisce meglio cosa fa l’orologio:

Continue reading “Maker Story: orologio in lettere” »

Come trasformare una lampada Ikea in un proiettore

Prendete il taccuino, la lista dei tudù, i post-it, e appuntatevi il prossimo progetto da replicare: trasformare una vecchia lampada Ikea in un proiettore lo-fi. E’ l’instructable di una nostra vecchia conoscenza, Marco (aka Derte84; di cui segnaliamo anche il blog con un nome che avremmo voluto pensare noi: Genteautoreggente).

proiettore ricilato con inserti lasercut

L‘instructable è tutto in inglese ma l’autore è italiano (forse si capiva anche dalla foto prioettata)

proiettore lomo da lampada ikea

Continue reading “Come trasformare una lampada Ikea in un proiettore” »

Facciata interattiva: un progetto di Davide Madeddu

Interactive Façade è un progetto di ricerca di Davide Madeddu. Immaginate un edificio che modifica la sua facciata in base alla luce e al passaggio dei pedoni all’esterno.
Ora guardate questo video:

“The Interactive Facade”. An interactive facade optimized for daylighting and pedestrian response from Davide Madeddu on Vimeo.

Continue reading “Facciata interattiva: un progetto di Davide Madeddu” »